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Audi Sport: 4 anelli, 5 sensi

Coinvolgere tutti i sensi con le vittorie e la tecnologia, partendo dall’udito e dal credere in se stessi. È iniziato così il cammino dell’Audi verso la nuova dimensione di marchio premium, passando dalle vittorie nel motorsport dove sono state sviluppate tutte le tecnologie poi arrivate alle vetture stradali e il brand dei quattro anelli ha affinato tutti e 5 i sensi.

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L’udito

Audi è la traduzione letterale del tedesco Horsch che in latino si traduce appunto “audi” e vuol dire “ascolta” in italiano. La gloria inizia quando il nome Audi comincia risuonare alto sui campi di gara: si inizia nei rally all’inizio degli anni ’80 e si arriva alle piste fino alla 24 Ore di Le Mans dove il nome Audi è stato ascoltato per ben 13 volte negli ultimi 7 anni, a volte costringendo i piloti a fare meno proprio dell’udito. Con l’arrivo del diesel nel 2006 sono cambiati i riferimenti acustici della guida, ma non i risultati perché è al gasolio che la Ingolstadt deve 8 di quei 13 trionfi in Francia. È sul circuito della Loira, vincendo più e più volte la corsa più difficile del mondo, che il marchio di Ingolstadt ha potuto dimostrare e sviluppare tutta la propria tecnologia poi arrivata sulle vetture stradali, dalla A1 fino alla R8.

La vista

La R8 deve ai prototipi delle corse di durata i suoi occhi che alla 24 Ore di Le Mans consentono ai piloti di staccare di notte gli stessi tempi del giorno e alle auto stradali di offrire più sicurezza. I fari laser della R18 e-tron distendono un tappeto di luce bianca come quello del sole lungo 1 km che diventa di 600 metri sulla nuova R8 che ha debuttato nel 2015. La prima auto al mondo ad esserne equipaggiata è stata la R8 LMX nel 2014, prima ancora nel 2013 la A8 ha portato al debutto assoluto altri occhi nati a Le Mans: i fari Led Matrix. Il prossimo passo potrebbe essere il retrovisore con telecamera: sulle auto da corsa è meglio di 100 occhi, su quelle stradali significherà più stile e meno ingombri, più comfort e più efficienza.

L’olfatto

Consumare meno vuol dire maggior rispetto per l'ambiente, ma anche risparmio. Perché il denaro ha un odore e ce l’ha anche la vittoria, ce l’hanno il carburante e l’olio, il sudore e la concentrazione ai box delle tante persone che lavorano incessantemente per fare andare il più veloce possibile l’auto e chi la guida. Una tensione quasi palpabile e che si tocca. Le mani sono ancora un veicolo sensoriale fondamentale per stabilire un contatto con il mezzo, sia esso da corsa o stradale, ma anche lo strumento per costruire le auto più esclusive e cucirle su misura a piacimento, come accade alla quattro Gmbh dove trovano il loro punto di incontro la sportività, la personalizzazione e le competizioni. Qui nascono infatti le varie RS e la R8 LMS che corre nei campionati GT di tutto il mondo.

Il tatto

Quattro è anche la parola che sulle Audi sintetizza al meglio il senso del tatto in un’auto, sinonimo di aderenza e controllo, sia su strada che su pista. Dalla lingua di Cicerone a quella di Dante il passo è breve. Il termine “Quattro” debutta nei rally ed è subito vincente. Un concetto nato all’inizio degli anni ’80 e poi diventato parte stessa dell’anima di Audi, sia quella della sicurezza su strada sia quella sportiva e vincente che dalla terra e la neve è arrivata all’asfalto della pista. Sono oltre 6 milioni le Audi a trazione integrale prodotte, innumerevoli quelle che hanno vinto anche su pista, fino a quelle ibride che hanno trionfato a Le Mans tra il 2012 e il 2014. Vincere la sfida di un giorno per vincere la sfida di tutti i giorni verso i clienti. Anche a questo servono le corse.

Il gusto

La R8 è il punto di contatto e di scambio tra competizioni e vita reale: raccoglie il meglio della tecnologia sperimentata a Le Mans, la mette in mano ai piloti privati che guidano la versione LMS nei vari campionati GT e soprattutto la serve sul volante per farla gustare su strada ai clienti. È infatti il gusto il senso più complesso, ma anche il più magico e misterioso e, proprio per questo, il più importante, anche se un’auto non si mangia. La sportività è quell’intensità piccante che non si può inventare con le semplice prestazioni, ma va creata con il gusto della vittoria, con ingredienti precisi, coltivati nelle competizioni e poi serviti sul piatto di un’auto stradale, in grado di restituire quel gusto che alla fine crea e consolida il marchio dandogli un sapore inconfondibile. Per questo il gusto è in definitiva il senso che crea l’essenza di un brand coinvolgendo tutti gli altri sensi stampandolo in quattro lettere e con quattro anelli.


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