Ebbene, alzarsi dal letto con un fuso orario sfasato di 8 ore non è facile. E la sveglia ha dovuto insistere neanche poco per convincerci… Tempo di vestirci, fare colazione in albergo a suon di bacon, uova ed immancabile “orange juice” e ci siamo messi in macchina. Primo obiettivo della giornata? Acquistare un atlante dell’Australia.
Ci siamo messi alla ricerca di un book shop rintracciandolo quasi immediatamente anche perché, per fortuna, nonostante fossero le 10 di un giorno feriale, le strade del centro nei pressi dell'Hyde Park non erano troppo trafficate.
Da questo momento è potuto cominciare la visita della città .
Avendo anche la giornata di domani a disposizione, abbiamo preferito dedicare la mattinata (ormai tarda), alla periferia di Sydney, ovvero a Bondi Beach, la spiaggia cittadina piĂą famosa della cittĂ .
Per arrivarci in auto abbiamo attraversato alcuni quartieri residenziali della baia, davvero molto belli ed eleganti. La spiaggia dal canto suo, ci ha un po’ deluso, ma forse perchè l’abbiamo vista fuori stagione (in Australia sta uscendo adesso dall'inverno) e il cielo era anche annuvolato. Fra le peculiarità c’è la sabbia molto chiara e fine, l’andamento a golfo e tanti, tantissimi surfisti (si, anche fuori stagione e con il mare apparentemente calmo!).
Dopo qualche scatto fotografico ci siamo concessi un panino e abbiamo scambiato quattro chiacchiere con una coppia di italiani (è la prima che incontriamo) che ci ha chiesto informazioni sulla Dodge Nitro e sulla nostra iniziativa (hanno notato gli adesivi con le scritte in italiano “In Viaggio con…”). E a proposito della Nitro, possiamo dire di esserci sentiti molto osservati dagli altri automobilisti, tutti incuriositi da questo modello appena lanciato sul mercato.
Ridendo e scherzando si era però fatto tardi: le 15! In questa stagione il sole tramonta alle 17.30 il che significa che avevamo appena 2 ore e mezza di luce.
Quindi ci siamo rimessi in macchina per rientrare in città attraversando il celebre Harbour Bridge, un ponte costruito nel 1932 che attraversa la baia di Sydney nel suo punto più stretto. Su questo gigante di ferro passano auto, camion, treni, biciclette e pedoni. I turisti possono inoltre "scalarlo" con una visita guidata all'interno di un pilone o ancora, inerpicarsi sulla sua cima con un escursione di 3 ore e mezza che prevede l’ausilio dell'imbracatura. Ecco... quest'ultima attività ci ha ispirato subito da matti e la faremo sicuramente domani! Dobbiamo decidere solo l'orario.
Oggi ci siamo accontentati di fotografare il ponte dagli scorci più belli e alle 17.00 siamo arrivati alla Sydney Opera House, il famoso teatro a forma di "conchigliona" simbolo della città e spesse volte dell’Australia. Un opera architettonica davvero spettacolare, soprattutto considerando l'anno in cui fu pensata: il 1959. La sua storia, abbiamo letto sulle guide, è stata però molto travagliata. L'edificio fu progettato da un architetto danese, Jorn Utzon che abbandonò i lavori nel 1966 a causa di proteste dei politici dell’epoca sui costi del progetto molto elevati. I lavori furono portati avanti da un consorzio di architetti australiani che di fatto portarono avanti il progetto originale di Utzon.
Sempre dall'Opera House ci siamo gustati il tramonto sulla baia attraversata dall'Harbour Bridge per poi prendere un aperitivo in uno dei tanti bar aperti al livello inferiore del complesso teatrale.
Alle 18.00 siamo andati a recuperare la macchina parcheggiata inevitabilmente in un garage a pagamento. A Sydney abbiamo infatti constatato che tutti, ma proprio tutti gli spazi adibiti a parcheggio non sono gratuiti. E quello sotterraneo dell'Opera House si è rivelato carissimo: 19 dollari (= 11 EURO) per poco più di un ora!!!
Rientrati in albergo mezzora più tardi, abbiamo cominciato ad accusare il jet leg di 8 ore e ci siamo buttati sul letto per due ore. Grave errore! Aldilà del fatto che quando ci siamo svegliati eravamo più storditi di prima, quando alle 21.30 siamo usciti affamati per mangiare in un ristorante giapponese suggeritoci dalla reception dell'albergo, abbiamo ricevuto la seguente risposta: "sorry, we're closiiiiing; thank you for visitiiing". E si perché da queste parti si mangia in media fra le 18 e le 20.
Amareggiati siamo andati alla ricerca di qualcos'altro che non fosse un fast food e abbiamo trovato lo "Ship inn Pub", un locale caratterizzato da un arredamento nautico a pochi passi dal molo dove domani prenderemo un traghetto per fare un giro panoramico della baia. Il piatto forte? "Pizza a tutte le ore" ovviamente surgelatissima. Meglio di niente: abbiamo ordinato e ingoiato senza pensarci troppo.
Usciti dal ristorante ci siamo affacciato sulla baia per fotografare “by night” l’Harbour Bridge e l’Opera House ed ecco appunto le foto:
La giornata si è conclusa praticamente a mezzanotte quando siamo rientrati in albergo belli cotti. E adesso… andiamo a letto!
ps: se trovate errori nel testo fateci sapere. Oggi non abbiamo la forza di rileggerlo!!! (australia@omniauto.it).
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