Fiat

Fondazione

Nel 1899 da Un gruppo di personaggi facoltosi, fra i quali Giovanni Agnelli in Torino, It

Sede Italia

Nizza, 10126 Torino
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La Storia

E’ la più grande fabbrica di automobili italiana: con il proprio marchio produce una gamma che va dalle city car alla compatta Bravo e che di recente si è arricchita del SUV Freemont. Nel tempo ha acquisito altre Case storiche come Lancia, Abarth, Alfa Romeo, Ferrari e Maserati e nel 2009 ha siglato un’intesa per il salvataggio della Chrysler. La prima auto Fiat è la 4 HP di fine 1899, su progetto dell’ingegnere Aristide Faccioli; lo stabilimento di corso Dante a Torino è inaugurato a marzo del 1900. Leggi tutta »

2015

500

2015

500C

FUORI COMMERCIO2007-2014

500

FUORI COMMERCIO2014-2015

500

FUORI COMMERCIO2014-2015

500C

FUORI COMMERCIO2009-2014

500C

FUORI COMMERCIO2009-2015

Doblò

FUORI COMMERCIO2007-2012

Idea

FUORI COMMERCIO2012-2015

Punto 3 porte

FUORI COMMERCIO2009

Punto Evo

FUORI COMMERCIO2009-2015

Sedici

FUORI COMMERCIO2007-2015

Bravo

La storia

E’ la più grande fabbrica di automobili italiana: con il proprio marchio produce una gamma che va dalle city car alla compatta Bravo e che di recente si è arricchita del SUV Freemont. Nel tempo ha acquisito altre Case storiche come Lancia, Abarth, Alfa Romeo, Ferrari e Maserati e nel 2009 ha siglato un’intesa per il salvataggio della Chrysler. La prima auto Fiat è la 4 HP di fine 1899, su progetto dell’ingegnere Aristide Faccioli; lo stabilimento di corso Dante a Torino è inaugurato a marzo del 1900 e già nello stesso anno la Fiat debutta nelle corse, con una 6 HP; nel 1902 Giovanni Agnelli, uno dei fondatori, diventa amministratore delegato e nel 1920 presidente. La Fiat intanto ha ampliato i propri interessi in altri settori, dai tram agli aerei. Fra le auto celebri, nel 1932 debutta la Balilla seguita quattro anni dopo dalla Topolino che con motore di 569 cm3, è la più piccola auto del mondo a essere prodotta in serie. La 600 è del 1955, la Nuova 500 dell’anno dopo, quando appare anche la 600 Multipla, la madre di tutte le monovolume con i suoi 6 posti su tre file. Nel 1966 è nominato presidente Giovanni Agnelli, l’Avvocato, nipote del senatore. Altre pietre miliari: la 128 del 1969, prima Fiat a trazione anteriore; la 127 del 1971; la Panda del 1980. L’ultimo squarcio degli anni 1980 è anche quello di maggiori soddisfazioni sportive del marchio Fiat, che con la 131 Abarth Corsa conquista 3 campionati mondiali Rally Costruttori (1977-78-80) e con Markku Alen (1978) e Walter Rohrl (1980) due mondiali Rally Piloti. Nel 1983 arriva un altro modello che farà epoca, la Uno, con carrozzeria firmata Giugiaro com’era quella della Panda; non sarà da meno la sua erede, la Punto del 1993, anch’essa disegnata da Giugiaro. Il 24 gennaio 2003 muore Giovanni Agnelli: gli succede il fratello Umberto, che scompare nel 2004. La presidenza va quindi a Luca Cordero di Montezemolo, con Sergio Marchionne come amministratore delegato. A distanza di mezzo secolo da quella originale è lanciata nel luglio 2007 la 500 degli anni Duemila. Nel 2009 c’è la firma dell’alleanza fra Fiat e Chrysler; l’anno successivo presidente è nominato John Elkann, nipote di Giovanni Agnelli, ingegnere gestionale, all’epoca 34enne. Il Fiat Group Automobiles nel 2011 ha consegnato quasi 2.032.900 veicoli (1.612.900 vetture), Chrysler 2.011.000 e nel gennaio 2012 la partecipazione della Fiat in Chrysler sale al 58,5%. Il primo gennaio 2011 intanto c’era stata la scissione fra Fiat Spa e Fiat Industrial. Della prima fanno parte sia il Fiat Group Automobiles formato da Fiat, Abarth, Lancia e Alfa Romeo, sia Maserati e Ferrari.

Curiosità

Fin verso la fine degli anni 1920 la Fiat fu fra le protagoniste delle competizioni vincendo due volte la Targa Florio (1907 e ’21) e numerosi Gran Premi. Si ritirò dai Grand Prix nel 1924 e vi ricomparve a sorpresa nel 1927, per una sola gara: il Gran Premio di Milano sulla pista di Monza. La macchina, nuova di zecca (fu la prima e ultima monoposto della Casa) era la 806, con motore a 12 cilindri di 1.5 litri, formato da due blocchi di 6 cilindri affiancati, sovralimentato e capace di 187 CV. Vinse la gara con al volante Pietro Bordino e nei giorni successivi venne mandata alla demolizione. Fu l’ultima apparizione di una Fiat in un Grand Prix.

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